
Il progetto completo è su www.archivioatena.com
Archivio Atena è un archivio di comunità ad Atena Lucana, nel Vallo di Diano: un progetto del Comune finanziato dal MiC e dall'Unione Europea che dal 2021 lavora su quattro patrimoni — naturale, materiale, immateriale e le fotografie di famiglia. Quindici residenze, due corsi universitari, duecento studenti, migliaia di documenti digitali e circa seimila fotografie di famiglia digitalizzate, restituiti in mostre, pubblicazioni e laboratori.
Alessandro Imbriaco

I fiori sono ciò che la distanza non restituisce. Dall’alto scompaiono, si perdono nella continuità del paesaggio. La raccolta li rende nuovamente visibili. In questo senso, raccogliere e comporre i fiori non è diverso dal fotografare. Anche l’inquadratura è un gesto che sceglie, avvicina, mette in relazione. Non mostra tutto, ma rende possibile una forma.

Il lavoro nasce dentro il PRIN PNRR 2022 CAT – Confiscated Assets in Transition, ricerca sui beni confiscati delle università di Reggio Calabria, Napoli e Palermo. Committenza del Dipartimento di Architettura della Federico II: la documentazione fotografica di un gruppo di ville confiscate, 2025.
Orfina Fatigato

Committenza del Dipartimento di Architettura di Roma Tre per il progetto di recupero di Porto Fluviale, ex magazzino militare all'Ostiense, a Roma, occupato da 56 famiglie. Con Luca Capuano, il lavoro fotografa l'edificio e le famiglie che lo abitano nei mesi che precedono il cantiere.
Francesco Careri e Fabrizio Finucci

Album Mare nasce nell'ambito di Archivio Pollica, campagna fotografica condotta tra novembre 2023 e luglio 2024. Le fotografie accostano gli album di famiglia raccolti nel paese al paesaggio di Pollica, alle sue pietre, al suo mare e alla sua luce, trattati come elementi dell'identità del luogo.
Archivio Pollica

Due paesi lontani e diversi tra loro, Buccinasco e Platì. Il lavoro torna sul fenomeno mafioso dieci anni dopo Corpi di Reato e ne interroga il metodo: fino a che punto la fotografia può rappresentarlo.

Committenza del Dipartimento di Studi Giuridici ed Economici della Sapienza, Scuola di applicazione giuridico-criminale di Roma (1911–1929), fondata da Enrico Ferri. Oggetto del lavoro è l'archivio di diapositive didattiche della Scuola, conservato dal dipartimento.
Valerio Aiuti

Committenza del Ministero degli Affari Esteri: sei fotografi su sei realtà del terzo settore, per una mostra itinerante negli Istituti Italiani di Cultura. Qui la cooperativa La Paranza, al rione Sanità di Napoli: le catacombe di San Gennaro e San Gaudioso.
Matteo de Mayda e Cosimo Bizzarri

Nel 1979 esce, per Fabbri Editori, Enciclopedia pratica per fotografare. Testi e saggi fotografici sono curati da Carlo Arturo Quintavalle. L’ultimo saggio che chiude la pubblicazione è l’unico dedicato ad un archivio fotografico, quello dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati. Quintavalle si interroga sulla natura di quelle immagini. Con che scopo sono state prodotte? Cosa accade se le guardiamo fuori dal proprio contesto di produzione? Le immagini esposte sono parte di una ricerca che parte da quel testo e indaga un piccolo fondo fotografico di lastre di vetro di formato variabile conservato dal Museo di Fisica della Sapienza.
Ilaria Schiaffini e Tiziana Faraoni

Il lavoro nasce da una committenza di Ghella, che affida a cinque fotografi altrettanti cantieri di scavo in Europa, Asia e Oceania, tra il 2019 e il 2020. Qui i tunnel sotto la baia di Sydney.
Alessandro Dandini de Sylva

Committenza dell'ICCD per il progetto sui parchi della Rimembranza. Il lavoro documenta Villa Glori, a Roma, dove nel 1924 fu piantato un albero per ogni caduto della Grande Guerra, e insieme rimette in funzione le attrezzature che l'Istituto aveva usato per le proprie campagne di documentazione del patrimonio.
Francesca Fabiani e Alessandro Coco

Questa parte di bosco nasce dalla partecipazione al Padiglione Italia della 17. Biennale di Architettura di Venezia (2021) e guarda all'area delle Marche colpita dal terremoto del 2016. Il lavoro si concentra su Ussita e sulla frazione di Frontignano.

Nella periferia romana, fra la via Appia e la via Tuscolana, si conserva un tratto del terzo miglio dell'antica via Latina, con il selciato originale e i sepolcri del I e II secolo affacciati sulla strada: camere ipogee con volte a stucco, pareti affrescate e pavimenti a mosaico rimasti al loro posto. Il video nasce dalla collaborazione con Teho Teardo per il festival Creature.
Laura Calderoni e Federico Borzelli

Sotto Palazzo Uffici, il solo edificio dell'E42 finito prima della guerra, un rifugio antiaereo e antigas per i trecento impiegati che dirigevano il cantiere: 475 metri quadri di cemento armato, portelloni antigas, ventilazione azionata da due biciclette. Il video nasce dalla collaborazione con Ice One per il festival Creature.
Laura Calderoni e Federico Borzelli

Sotto gli edifici di It's Architettura, a Casal Bertone, un dedalo di gallerie di fine Ottocento con volte in laterizio: per anni deposito, poi sepolte sotto terra e detriti, riscoperte durante il cantiere del nuovo edificio. Il video nasce dalla collaborazione con Riccardo Sinigallia per il festival Creature.
Laura Calderoni e Federico Borzelli

Progetto di arte pubblica partecipata commissionato da orizzontale e ADLM architetti nel quartiere Toscanini di Aprilia e realizzato con il gruppo di psicologi NOEO. Abitanti che non si conoscevano vengono fatti incontrare e ritratti insieme su una struttura temporanea, prima che la piazza fosse costruita.
Orizzontale

Il distretto delle armi leggere di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia. L'età dell'oro, ricerca sui distretti industriali italiani condotta con Fabio Severo.

Per il festival Creature, su invito di Open City Roma, un racconto del quartiere Talenti, nel Municipio III: le palazzine degli anni Sessanta e Settanta, il cemento dei pilotis, le piante ornamentali cresciute fuori misura ai loro piedi. Il titolo è un’insegna letta su una facciata. Dal progetto nasce la collaborazione con Etaoin Shrdlu Studio, che ne ricava quattro manifesti per l’affissione in strada.

Il lavoro nasce da una committenza di Whirlpool EMEA: quattordici stabilimenti in Europa, Medio Oriente e Africa, dalla Polonia al Sudafrica, e i territori a cui sono legati. Presentato nel 2018 con il titolo #PlacesthatMatter, insieme alle testimonianze di oltre cento dipendenti raccolte da Laura Leonelli.
Mario Peliti
Irpinia 80 parte da una domanda: come, e in quanti modi, è possibile ricostruire un territorio colpito da una catastrofe. Il lavoro attraversa i paesi investiti dal terremoto del 1980 e mette a confronto le forme assunte dalla ricostruzione: spostamenti, sostituzioni, aggiunte, abbandoni.

Il distretto conciario di Solofra, in provincia di Avellino. L'età dell'oro, ricerca sui distretti industriali italiani condotta con Fabio Severo.

What's the damage? nasce da una residenza nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il lavoro parte dalla rottura di alcune lastre di vetro dell'archivio fotografico: i frammenti vengono ricomposti fuori dall'ordine originario, insieme alle immagini delle strutture interne del museo e dei suoi incidenti.
Cristiana Collu

Il fenomeno mafioso non ha una forma da fotografare: quel che resta visibile sono i luoghi. Il lavoro li attraversa e verifica fin dove la fotografia può spingersi nel restituire qualcosa che non si mostra.

Nel 2015 Ateliers Jean Nouvel commissiona la documentazione fotografica dei tre edifici di via del Velabro a Roma prima del restauro. Il complesso apre nel 2018 come sede della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti: le fotografie degli appartamenti sono stampate sugli scuri delle finestre e tornano in facciata.
Sandro Carbone

Committenza del Comune di Venezia per il Padiglione Venezia alla Biennale di Architettura 2014. L'area è quella di Porto Marghera, già oggetto nel 1997 della campagna Venezia-Marghera curata da Paolo Costantini. Qui l'oggetto è la Volpi, centrale termoelettrica chiusa da poco, e la domanda il futuro industriale dell'area.
Massimo Sordi, Giampaolo Arena e Alessandra Chemollo

La Scuola Normale Superiore commissiona una campagna fotografica sui propri luoghi e sulla comunità che li abita: il Palazzo della Carovana, la Sala Azzurra, i laboratori, i collegi e la sede di Cortona. Le immagini confluiscono nel volume Scuola Normale Superiore. I luoghi, la comunità, 2015.
Andrea Pantani

L'ex salumificio Fiorucci sulla Prenestina, occupato nel 2009 dai Blocchi Precari Metropolitani, ospita circa duecento persone da America Latina, Africa, Europa orientale e Italia; nel 2010 si aggiunge un gruppo di rom rumeni sgomberati dal canalone di Centocelle. Il lavoro fotografa l'interno del capannone.

Angela, sei anni, vive con i genitori Piero e Luba in una baracca sotto un cavalcavia, in un'area paludosa ai bordi dell'Aniene destinata negli anni Duemila a un progetto di tutela ambientale e poi abbandonata. Il lavoro documenta quel luogo e la vita che vi si è insediata.

All'Idroscalo di Ostia, alla foce del Tevere, le case sorgono senza titolo lungo l'argine e vivono sotto la minaccia delle demolizioni e delle piene. Il lavoro fotografa quel fronte costruito e il rapporto tra l'abitare e il fiume.

Gli insediamenti spontanei fanno parte del paesaggio urbano: dove c'è un cono d'ombra, una fonte d'acqua, un terreno piano, si formano abitazioni temporanee. Il lavoro le fotografa una per una, nel centro come in periferia, e registra il tempo in cui centinaia di persone ci vivono.

MACRO fotografato nasce come commissione del MACRO – Museo d'Arte Contemporanea Roma (Comune di Roma), nell'anno dell'apertura della nuova ala progettata da Odile Decq, inaugurata a fine maggio 2010. Il museo affida a tre fotografi il racconto della propria vita quotidiana e del quartiere intorno a via Nizza: sale espositive, uffici, depositi, case e negozi della zona.
Luca Massimo Barbero

Dagli anni Ottanta il Casilino 900 è un insediamento di famiglie rom nella periferia sud; dopo la guerra del Kosovo arriva a circa 800 presenze. Nel 2010 viene sgomberato, con la promessa di trasferire gli abitanti e riqualificare l'area. Le fotografie documentano il campo immediatamente prima dello sgombero.
Dopo anni di abbandono, l'Istituto per la Cura dei Tumori di viale Regina Elena viene occupato da circa duecento famiglie, sostenute dai movimenti per il diritto all'abitare. Sale mediche e ambienti di servizio diventano case; macchinari e arredi in disuso cambiano funzione.
No match.